Emilia Rebuglio Parea racconta Alda Merini

la locandina dell’evento


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Una sorprendente serie di circostanze lega noi di Evuz Art ad Alda Merini. Le nostre strade si incrociarono la prima volta a casa Merini, durante il sopralluogo per l’allestimento di Seconda Pelle, che seguì il reading organizzato da Agnese Coppola.
E fu scambio di energia potente davanti a quella macchina da scrivere che lei usava senza nastro e di fronte a brandelli di muro zeppi di numeri di telefono annotati col rossetto.
Ne nacquero due installazioni site specific, “Farfalle libere” di Andros, Iannello, Lucatelli, e “La pelle di Alda” di Iannello, Vecchio.
Lei ricambiò facendoci trovare una poesia che ha lo stesso titolo della prima installazione e un’altra poesia che sembrava scritta apposta per Andros.
L’installazione “La pelle di Alda” servì come scenografia per un teatro breve ispirato a un testo di Giuse Iannello, per la regia di Valerio Incerto e l’interpretazione di Elisabetta Ubezio e Pietro Temporin.
Questa è la quarta volta che le nostre strade si incrociano, e succede in occasione di un’edizione speciale di Parola d’artista che per il Fuori Rassegna si sposta dalla sede abituale di Astrolabio, trasferendosi in Sala Dell’Affresco.
Emilia Rebuglio Parea ci parlerà di Alda e di una raccolta poetica uscita postuma come un tesoro inaspettato. Giuseppe Castelli ci accompagnerà in questo nuovo viaggio

ONIRICAMENTE, personale di Pierangelo Russo

La locandina della mostra

L’ Associazione culturale EVUZ ART ODV ETS è lieta di presentare la mostra personale del Socio Pierangelo Russo.
ONIRICAMENTE, così si intitola la personale, proporrà alcune opere significative del percorso artistico di Russo, dai dipinti alle installazioni.
Venerdì 13 alle ore 21 Edoardo Maffeo, che sta curando anche l’allestimento, presenterà la mostra. Ci onoriamo di proporre qui il suo testo critico che accompagnerà l’esposizione.
“Nel sentire la parola “artista”, Pierangelo si ritrae, si schernisce un po’ e poi sorride scrollando la testa. Forse non è abituato a percepirsi tale e preferisce sentirsi ancora “un artigiano che, di tanto in tanto, fa arte”. Eppure la sensibilità per il disegno e la passione per la pittura hanno in lui radici ben profonde che affondano negli anni della giovinezza e la frequentazione di un buon mentore. Decisamente più recente, ma non meno profonda, è invece la curiosità che lo ha avvicinato a quelle grandi installazioni che gli consentono di sperimentare con successo i modelli ed i linguaggi espressivi della contemporaneità. Quindi, per me, Pierangelo Russo artista lo è, sicuramente. Anzi, lo definirei un originale creatore di pensieri e di accadimenti improbabili, un sensibile poeta di orizzonti metafisici e immersive strutture concettuali.

Non tragga in inganno il silenzio che sembra avvolgere molte delle sue composizioni. A volte potrebbe apparire come la fredda rappresentazione di una razionalità preordinata che negli accostamenti figurali asseconda gli schemi ed i percorsi dei suoi predecessori surrealisti, ma la luminosità e la fantasmagoria delle stesure rivelano invece l’irruzione nella sua arte di un fantasticare ancora più complesso, nutrito – se non impregnato – dai turbamenti, dalle impressioni soggettive e, probabilmente, dalla materia dei suoi stessi sogni.

Tutte visioni che provengono sicuramente dalla conoscenza della cultura figurativa del novecento e non solo ma, soprattutto, da una profonda sensibilità emozionale. I suoi scenari di figure, sempre calve e con indosso un costume da bagno retrò a righe, immerse tra oggetti ben delineati, pare quasi vogliano rammentare allo spettatore che tutto è illusione, che la vita non è altro che un breve sogno intermittente, forse una menzogna o, comunque, un mistero non decodificabile. E mentre definisce i confini tra una probabile verità e l’enigma esistenziale, Pierangelo lascia intravedere brani della sua coscienza e, forse, anche la traccia di eventi connessi alle sue esperienze di vita.

Ognuna di queste apparizioni può quindi definirsi un brandello di memoria fissato in un’arte intelligente e in un impaginato allusivo, denso di simboli e di messaggi etici attualissimi. La tavolozza è solare, fluida; le tonalità sono quelle chiariste della sua formazione, mentre l’espressività possiede le doti non scontate e rare di un rigoroso equilibrio e di una notevole pulizia formale.

Le opere di Pierangelo Russo sono quindi immagini o, a volte, complesse strutture simboliche ed ermetiche che abbracciano la dimensione del “diversamente detto” e si offrono allo spettatore come sereno “luogo” di riflessione o, come nel caso del dodecaedro, originale “spazio” di sperimentazione per nuovi stupori. ”

La recensione a “Contrasti” su L’Informatore

Il commento di Davide Maniaci dopo la sua visita alla mostra “Contrasti”

Ecco la recensione di Davide Maniaci su L’Informatore vigevanese dopo la gradita visita alla mostra “Contrasti-Nuove Prospettive”:

“Un’esplosione di creatività senza freni, declinata in tante forme di arte completamente diverse. Ha già fatto parlare e discutere “Contrasti” la mostra nella Strada Sotterranea a cura dell’Associazione Evuz Art. Continuerà fino al 1° maggio e dopodomani, sabato 27 aprile, ospiterà un’edizione speciale del ciclo “Parola d’artista” dedicata alla scultura e alle altre forme artistiche . Le opere sono 38, tutte ad alto impatto emotivo. “Contrasti” sarà a ingresso ….”

Parola d’artista ed. speciale su Andros

Riportiamo con grande piacere una recensione di Roberto Comelli che ha partecipato a “Parola d’Artista – D’amore e d’arte” dedicata all’arte, e in particolare all’Opera omnia di scultura recentemente pubblicata, del nostro ex Vicepresidente Andros, che ci ha da poco lasciati.
Giuse Iannello ha introdotto la serata, Elisabetta Ubezio ha letto alcuni brani inediti dell’autobiografia incompiuta di Andros, Valerio Incerto le ha coordinate.


ANDROS – UN ALCHIMISTA ESPRESSIONISTA
ALLA CORTE DELL’ASSOLUTO
Creazione e tragedia in una vita d’artista
di Roberto Comelli

“Tutta l’arte degna di questo nome è in relazione con l’assoluto, cioé con la vita e con morte”. Nella secolare semioscurità della Strada sotterranea del Castello, mentre attendo che abbia inizio l’evento organizzato dall’Associazione Evuz Art per ricordare l’artista Andros, mi torna alla mente questa affermazione di Mark Rothko, uno dei più grandi pittori contemporanei, scomparso togliendosi la vita nel 1970. Penso che, rispetto a questa serata, le parole del maestro lituano-statunitense pongano il tema in un punto cruciale, all’incrocio dei venti. Perché, come per Rothko – pur nella diversità dello stile e dei percorsi – l’opera di Andros ruota con una forza ipnotica attorno ad un intimo dramma interiore, scandendo le tappe di un viaggio apparentemente senza redenzione. E, come Rothko, anche Andros ha concluso tragicamente il proprio percorso umano. Se l’uomo merita tutto il rispetto del silenzio e del raccoglimento, è dell’artista – complesso, scomodo, a tratti perfino provocatorio – che in un’occasione come questa s’intende parlare.

Stasera, ad officiarne una qualche forma di ricordo sono due donne. Introduce Giuse Iannello, presidente di Evuz Art. È seria, assorta in una compostezza concentrata. Si capisce che conosce bene l’argomento, che ha alle spalle conversazioni, interviste e collaborazioni con il protagonista. E si intuisce la commozione – tanto più struggente, in quanto controllata – di chi non orchestra un’occasione di superficiale divulgazione, ma ha fatto l’esperienza di un incontro con la carne viva dell’opera che è l’oggetto di questo incontro.
Alla lettura di una scelta di testi dell’artista è Elisabetta Ubezio. Sta in un angolo, circonfusa dal rigore di una severa mise nera. Con il fuoco greco che fa ardere il suo talento, cerca di infondere pienezza di vita alle parole di chi non c’è più. Le avvolge, le accarezza – trovando quasi sempre l’intonazione giusta, affidando al lampeggiare magnetico dello sguardo l’annuncio di ogni parola proferita. E sono ricordi di adolescenza, brani di prosa e frammenti di un’autobiografia ormai condannata all’incompiutezza. Il tutto, composto da Andros in uno stile semplice e misurato, caratterizzato da una scorrevolezza e da una lucidita disarmanti. Perché l’artista – pur nella dedizione prevalente alla scultura – possedeva questa natura creativa polimorfa: pittore, grafico, scrittore. Ritornano momenti di giovinezza, pomeriggi svagati in una cameretta di studente, le imposte chiuse, la lampada da tavolo accesa, ad ammirare il talento di disegnatrice della sorella, la grazia incantevole con la quale ella tratteggiava farfalle.

Farfalle appese costellano una delle ultime opere-installazioni alle quale ha partecipato Andros, in collaborazione con Evuz Art. Dondolano e volteggiano al gioco del caso, presso un bustino dalla femminilità incantatoria, radiante di luce.
Altrove ho parlato della potenza con la quale questo artista ha saputo inscenare la sua danza di spettri. Probabilmente, era un modo per dirci che è grottesco ogni tentativo di imitazione della realtà. Perché l’assoluto dell’arte non riproduce, ma può solo testimoniare che la vita e la morte non hanno figura. E che della vita si può avere solo la nostalgia di una mancanza, mai di una pienezza. “Inutile arrendersi, la vita non fa prigionieri” – era uno dei suoi taglienti aforismi. Forse, gli sarebbe piaciuta l’intelligenza iconoclasta e viennese di Karl Kraus, quando sentenziava, parodiando i facitori di luoghi comuni: “Non si vive nemmeno una volta”.
Eppure, nella sua arte, la ferita non è mai scomposta, l’orrore del vuoto non viene mai esibito. La sua mano è legata alla tecnica, al gesto che ricompone nella misura dei volumi e delle forme. In altri termini, se la sua arte non nasconde il fondo tragico dell’esistenza (“Mi chiedete come sia la mia arte… La mia è ‘arte morta’”) e non offre consolazione nei significati, essa incorpora la bellezza in un assoluto che non ha figura, ma che ospita la ferita senza ostentarla, anzi, trasfigurandola in un mistero nel medesimo tempo doloroso e beffardo. Certo non mefistofelico, ma faustiano. Un’arte che – fortunatamente – non ha messaggi da comunicare, perché si consacra proprio nella sua intima resistenza ad ogni decifrazione semantica o traduzione ideologica.

“Qui, dove la bellezza vede spenta la luce dei suoi occhi / E il nuovo amore non riesce a piangerla oltre il domani” – come scandisce melodiosa l'”Ode ad un usignolo” di John Keats, ci rimangono gli esiti estremi di una visione chiara fino all’allucinazione, per dirla con un altro giovane, tormentato poeta, Majakovskij. Capocchie antropomorfe di cerini umani, ritti come condannati di fronte al plotone d’esecuzione, in attesa di incenerirsi al tocco del caso o già liquefatti dall’angoscia. Sarcasmi di reliquie tecnologiche, dentro una teologia capovolta che promette l’estasi nel possesso di un nuovo smartphone o nell’abuso della carta di credito. E poi, opere grafiche di straordinaria intensità, visioni di donne la cui sensualità sconcertante si concentra nel bianco degli occhi, nelle volute che disegnano le pupille in vortici di colori contrastanti, statue di prostitute composte di membra e arnesi del mestiere, borsette, alti stivali. Uno sguardo nel repertorio surrealista delle pulsioni umane, riesumando un substrato inconscio che non è bestiale irrazionalità, ma è un’altra ragione, lucida, colta e teatrale.
Qualcosa di perturbante, di eretico che -come il sogno – abita un'”altra” scena. Un’energia ed una tensione che scolpiscono nella sofferenza la strada del cammino di questo alchimista espressionista, a volte sotto un cielo plumbeo ed affilato come un fiordo di Munch o di Ibsen, altre volte nell’esuberanza barocca di un teatro anatomico partenopeo o di una Wunderkammer dell’antica Praga. E poi, sì, naturalmente l’ultima pulsione, quella della fine, lo schianto del settimo sigillo, la tentazione di fare della propria vita un capolavoro bergmaniano che – camminando sul filo affacciato all’abisso – può tradursi in incubo.

Qui, forse – proprio nel tempo del suo umano frangersi – si realizza per lui il suo destino d’artista. La pulsione, che di per sé sarebbe acefala e perversa, trova la ricomposizione della forma. Ed è una redenzione miracolosa, che insegna qualcosa a ciascuno di noi. Almeno grazie all’Arte possiamo non lasciare l’ultima parola all’ombra. Ce lo ricorda anche un omino vestito di scuro, che fu nessuno e centomila, Fernando Pessoa nella sua poesia “Ho pena delle stelle”, un giorno di dicembre del 1928:

“Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
qualcosa così,
come un perdono?”

Emozione. Commozione. Sipario.


Evuz Art – Parola d’artista
Edizione Speciale – Andros
Strada sotterranea del Castello
Vigevano, 27 aprile 2019

Gli Artisti di Contrasti – Nuove prospettive

Locandina Contrasti

Il Comitato tecnico, composto da una rappresentanza del Direttivo di Evuz Art (che ha accolto anche il parere di una stagista dell’Accademia di Belle Arti di Brera) e due Esperti di provenienza esterna all’Associazione, ha scelto ieri gli Artisti che esporranno presso la Nuova Sotterranea del Castello di Vigevano dal 19 aprile al 1 maggio 2019.
Ecco i nomi:

ANTONELLA GERBI e ALEX SALA per la performance di apertura.

ANDROS
SAMANTHA BONANNO
MICHELA BORIN
GIOVANNA CACCIATORE
SILVIA DE MARCHI
EVUZ ART GROUP
GIUSE IANNELLO
GIANMARCO LANDRIANI
FRANCO LONGHI
LORENZO LUCATELLI
SANDRO MIGLIARINI
NICOLA PAGLIA
AGOSTINA PALLONE
CAROLE PEIA
VINCENZO PELLITTA
LUIGI ROSSANIGO
VALERIO ROSSI
PIERANGELO RUSSO
ELISABETTA ERICA TAGLIABUE
PAOLO VECCHIO

Ringraziamo tutti gli Artisti che hanno partecipato alla selezione, siamo onorati che ci abbiate proposto i Vostri lavori, tutti frutto di passione e di ricerca e degni di attenzione.
Un caloroso ringraziamento va, naturalmente, a Cesare Bozzano ed Edoardo Maffeo che sono stati determinanti nelle scelte,  regalandoci il loro tempo e la loro competenza.

Contrasti – Nuove prospettive, mostra di arti visive – Call for artists

 

                    La Nuova Sotterranea del Castello Sforzesco di Vigevano, fotografata durante la mostra “Pelle”. Vai al link Youtube Pelle, la mostra del 2017

La collettiva “Contrasti – Nuove prospettive”, organizzata dall’Associazione Evuz Art Odv- Ets, con il supporto di Rete Cultura Vigevano e del Comune di Vigevano, consisterà in una mostra di arti visive (pittura, scultura,installazione, fotografia, grafica, performance) con opere in tema, appositamente selezionate per l’occasione.

Concept:
La comunicazione fra gli esseri umani, e tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, è divenuta sempre più complicata, nonostante l’apparente maggior facilità di interazione attraverso la tecnologia e i social network. Abbiamo l’illusione di avere più contatti, ma in realtà siamo diventati i muti servitori delle tecnologie che abbiamo inventato.
La dicotomia insita nella comunicazione non orale e non fisica consiste in un sempre maggiore isolamento reale contro l’iperconnessione virtuale.
L’artista è consapevole di questo meccanismo perverso, perché da sempre impegnato nella necessità di comunicare e il bisogno di solitudine necessario alla creazione artistica.
È inoltre immerso quotidianamente nei contrasti offerti dalle materie che usa, nelle contrapposizioni cromatiche, nella plasmabilità impermanente dell’argilla e la necessità di una forma definitiva.
È quindi agli artisti che abbiamo delegato la decodificazione di un tema così complesso, chiedendo loro una interpretazione soggettiva rispetto alle prospettive future.

BANDO DI PARTECIPAZIONE

Selezione
I lavori proposti dovranno quindi rientrare nei concetti di contrasto o conflitto, di relazione tra gli esseri umani o tra gli esseri umani e l’ambiente in cui viviamo, che naturalmente comprende quelle estensioni degli arti e del sistema nervoso che sono gli strumenti del comunicare e le biotecnologie, oppure proporre una prospettiva insolita della realtà.
Le immagini, in formato jpeg delle opere,  dovranno essere inviate per la selezione da parte di un Comitato tecnico entro e non oltre il 31 marzo 2019, alla email dell’Associazione evuzart@gmail.com , unitamente alla scheda di partecipazione compilata e firmata.

Bando e scheda partecipazione contrasti

Quota di partecipazione
La partecipazione alla selezione è assolutamente gratuita.
Per gli Artisti selezionati, che potranno esporre da una a tre opere tra quelle inviate per la selezione, su insindacabile giudizio del Comitato tecnico, è prevista una quota di partecipazione alle spese di allestimento e vernissage di €60,00 totali ad artista,  a favore dell’Associazione culturale EVUZ ART ODV ETS. Comunicheremo ad avvenuta selezione, attraverso una mail personalizzata, l’IBAN su cui va versata la quota. Gli Artisti locali che lo trovassero più comodo, possono anche versare in contanti la quota suddetta previa accordi al numero di cellulare che sarà indicato.

La mostra
La mostra sarà allestita presso la Sotterranea attrezzata del Castello Sforzesco di Vigevano dal 19.4.2019 al 1.5.2019 compresi. Il vernissage è previsto per venerdì 19 aprile alle ore 18.00.
I tempi e le modalità per la consegna delle opere saranno specificati a tempo debito agli artisti selezionati.
Le spese di trasporto sono a carico dell’Artista.
Pur ponendo la massima attenzione e diligenza nell’allestimento, disallestimento e guardiania durante la mostra, l’Associazione non si assume alcuna responsabilità per furti, incendi, danneggiamenti per causa di forza maggiore o durante i trasporti, e demanda agli Artisti la copertura assicurativa per le proprie opere, qualora la ritengano opportuna.

Eventuale vendita
L’Associazione, che non ha scopo di lucro, non si occupa di vendita e le eventuali richieste saranno girate direttamente all’Artista. che  perfezionerà la trattativa a titolo personale e in separata sede.

Scheda di partecipazione
La scheda di partecipazione, che dovrà essere inviata unitamente alle opere per la selezione gratuita, comporta integrale accettazione di tutti i termini di questo bando.

CONTRASTI- NUOVE PROSPETTIVE

Castello Sforzesco di Vigevano 19/4/2019 -1/5 2019

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Nome
Cognome
Nome d’arte
Via
Città
CAP
sito web/pagina social
email
Telefono

Curriculum sintetico ( non più di 6 righe):

Titolo opera 1
Dimensioni
Anno di realizzazione
Tecnica
Quotazione euro

Titolo Opera 2
Dimensioni
Anno di realizzazione
Tecnica
Quotazione euro

Titolo opera 3
Dimensioni
Anno di realizzazione
Tecnica
Quotazione euro

Titolo opera 4
Dimensioni
Anno di realizzazione
Tecnica
Quotazione euro

Concedo l’autorizzazione al trattamento dei miei dati personali in funzione della mostra cui partecipo in base alle disposizioni del d.lgs. N. 196 del 30/06/2003. Dichiaro di aver espletato, ove necessario, tutte le adempienze relative a privacy e autorizzazione dei soggetti ritratti in base alla legge n. 633 del 22 aprile 1941 (G.U. del 16.07.1941 n.16 e successive modifiche).

Data e firma per accettazione integrale bando e Legge sulla privacy:

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